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IOT e il nostro futuro connesso

IOT e il nostro futuro connesso

Da alcuni anni l’acronimo IoT (Internet of Things) viene riportato sempre più spesso all’interno del mondo aziendale, dei servizi, delle start-up innovative (ma non solo…).

Ma di cosa si tratta esattamente? IoT è un acronimo inventato qualche anno fa da Kevin Ashton , professore al MIT di Boston, per identificare qualsiasi oggetto reale connesso ad Internet. Già da questa prima, sommaria definizione, possiamo ben capire come l’acronimo IoT sarà si recente, ma il concetto è piuttosto vecchio… all’inizio di Internet e all’introduzione del World Wide Web, nel 1992, i personal computer e i server connessi erano già, per definizione, dispositivi IoT.

Ovviamente oggi non ci si riferisce tanto ai PC e agli smartphone che ormai, quasi per definizione, sono connessi, ma a tutti gli altri dispositivi di uso comune (o innovativi) che sono collegati ad Internet e scambiano dati con esso. Abbiamo iniziato con piccoli device fatti in casa (basati su piattaforme tipo Arduino ),in cui si cimentavano smanettoni e programmatori vari, a una serie di device prodotti in massa, come la recente esplosione delle telecamere casalinghe di sicurezza, collegate direttamente ad Internet e che possiamo tenere monitorate tramite il nostro smartphone. Ma la proposta di massa di dispostivi IoT è ancora più vasta, con smartwatch sempre collegati, in grado di monitorare anche alcuni parametri di salute (come battito cardiaco), centraline di gestione della casa (che diventa così smart-home) in grado di seguire alcune procedure in modo automatico (ovviamente da affiancare ad una serie di dispositivi compatibili) come accendere le luci ad una certa ora, alzare tapparelle, accendere aria condizionata comandati da remoto prima del nostro arrivo, etc.

Ma non dimentichiamo, oltre ai device che danno funzionalità “base” sulla nostra vita in casa, quelli nuovi integrati negli ultimi modelli di frigoriferi che, sempre connessi, sono in grado di verificare la situazione delle nostre scorte alimentari e, opportunamente programmati, inoltrare ordini in automatico per quanto manca al nostro e-commerce preferito. E così via su qualsiasi oggetto di uso comune…il suo passaggio nel mondo IoT, se non ancora avvenuto, è solo una questione di tempo.

Google e Amazon hanno ormai messo in commercio da un paio di anni assistenti vocali personalizzati, che si interfacciano con i nostri account, imparano le nostre preferenze, ci rispondono e, ovviamente, tengono memoria di tutto quello che diciamo loro durante la nostra permanenza a casa…

Esatto, il rovescio della medaglia (che magari può essere negativo solo per alcuni) è che tutto il mondo dei dispositivi IoT cerca di offrire una semplificazione della nostra vita in cambio dei nostri dati. Ma non si parla soltanto di dati singoli, relativi a noi. Sicuramente ad un e-commerce di prodotti alimentari potrà interessare quanti litri di latte consumiamo a settimana, ma la vera ricchezza, che sarà in mano alle aziende, saranno i Big Data, i dati aggregati di milioni di persone, che potranno così dare informazioni strategiche importanti sulle abitudini di utilizzo e di vita non solo fuori dalle mura domestiche (per questo da anni ci pensano i nostri smartphone) ma anche su tutto ciò che facciamo all’interno della nostra casa. Sicuramente, un mondo di dati ancora in parte “vergine” e poco regolamentato, ma che esploderà nei prossimi 10 anni, modificando di fatto anche molte nostre abitudini.

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Ovviamente l’offerta di servizi, compresi quelli assicurativi, sia relativa alla sfera privata che professionale, seguirà questa grande rivoluzione tecnologica. A mano a mano che le nostre abitudini di lavoro e di vita verranno “mappate”, troveremo servizi sempre più a misura della nostra vita.

Se il pensiero di questa grande rivoluzione in atto ci fa un po’ paura, dobbiamo pensare che, perlomeno, nel futuro avremo una serie di servizi sempre più “su misura” per noi, permettendoci di eliminare tutti i costi non strettamente necessari che ora acquistiamo su “pacchetti” standard di offerte.

Ma per avere questa grande interconnessione globale, servirà ancora qualche anno. Ad oggi, per avere un servizio davvero personalizzato, il confronto con i professionisti (e non con le macchine) è ancora la strada più sicura. In ambito assicurativo, per esempio, la consulenza di un broker affidabile è ancora la migliore strada per una proposta personalizzata sulle nostre esigenze.