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Quando connessione “always on” è sinonimo di gestione del rischio

Quando connessione “always on” è sinonimo di gestione del rischio

Quanti di voi hanno sentito parlare di IoT? E’ l’acronimo che sta per Internet of Things, nome con cui si delineano tutti quei device che, in modo autonomo, sono continuamente connessi ad Internet. Non solo smartphone e computer, quindi, ma anche automobili, frigoriferi, lavatrici e tutti gli elettrodomestici della casa. Ma come non pensare anche agli smartwatches e ai device indossabili che monitorano la nostra salute? Il mercato si sta preparando ad un’invasione di nuovi prodotti, sempre connessi, ognuno rispondente ad una specifica esigenza. Forse il reparto automotive è quello che, per primo, ha sperimentato le nuove opportunità con le auto connesse per esigenze di emergenza ma non solo, sia tramite Internet che tramite GPS. E, collegate a queste specifiche possibilità, sono nate polizze e servizi assicurativi “bespoken”, cioè “a misura” di molte tipologie di utenti diversi. Tra poco, con l’arrivo dei nuovi device, fioriranno nuove opportunità di servizi e coperture dal rischio, collegati a device indossabili, ad impianti domotici o elettrodomestici.

Ma quale sarà la vera novità, rispetto alle classiche polizze di copertura attuali? I device saranno in grado di comunicare con precisione una serie di dati collegati all’utilizzo. Per esempio, un dispositivo wearable potrà comunicare la distanza percorsa a piedi, il battito cardiaco durante la giornata e, probabilmente in breve tempo, anche altri importanti informazioni. Sulla base di queste, la compagnia assicurativa potrà configurare un premio e una polizza “a misura” del cliente.  Lo stesso potrà valere per le polizze rca collegate all’abitazione, con misurazione dell’utilizzo dei vari elettrodomestici, sul consumo e quant’altro sarà utile a definire un profilo preciso di rischio.

Ovviamente il rovescio della medaglia sarà il rischio per la privacy degli utenti e dei device a loro collegati, anche in merito a questi temi sono allo studio modalità di gestione dei dati in modo quanto più anonimo e protetto.

Nonostante i rischi collegati alla sempre maggior dipendenza alle interconnessioni digitali, la strada sembra segnata e già per il 2020 diversi istituti di ricerca quantificano gli oggetti interconnessi a livello mondiale tra i 30 e i 100 miliardi, in un vortice di aumento che difficilmente sarà evitabile e al quale ci dovremo adattare.

A questo punto la domanda e una sola, siamo pronti a questo presente e questo futuro?